Giocare fa bene all’anima

1 Giugno 2017

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Giochi Briosi - Giocare fa bene all’anima

Ti sei mai chiesto che cosa si intenda per la parola “gioco” e quale sia la sua etimologia?

Il gioco, letteralmente il giuòco, deriva dal latino iŏcus ovvero “scherzo”, “burla”.

I bambini ridono, scherzano, giocano a nascondino. E si prendono in giro con il sorriso: oggi, come nell’antichità.

Nella lingua italiana la parola “gioco” viene attribuita ad attività più specifiche di tipo ricreativo, di competizioni e di divertimento definite da regole e obiettivi ben precisi.

Tutti giocano, in un modo o in un altro. A casa, all’aria aperta, con una palla o con il secchiello e le formine. Con le carte o le pedine, e perfino con una barzelletta o un ammicco di troppo.

Anche gli animali giocano, che siano cuccioli di Golden Retriver o Giraffe Reticulate del Kenya.

Perché, come testimoniano importanti studi pedagogici, il divertimento ludico è indispensabile per la crescita e lo sviluppo dei piccoli e fondamentale anche per gli adulti che cercano un momento di evasione e di svago dalla routine quotidiana.

Significa conoscere e imparare, scambiare e confrontare idee come fonte di arricchimento e di crescita intellettiva della propria persona.

Il gioco aiuta la fantasia e a controllare l’emotività; si impara a socializzare e a comunicare efficacemente con tutti, anche con gli animali.

Ma non solo, è cultura e strategia: a volte si vince e altrettante volte si perde. L’importante è aver partecipato con entusiasmo.

Che sia al mare a far danzare in cielo l’aquilone più colorato della battigia, la casetta in mattoncini Lego più imponente, o un gioco da tavola in compagnia della famiglia, questo è il vero segreto della vita: non smettere mai di divertirsi.

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